Formula della dittatura 1985,110-90 cm, olio su tela.
Nella piramide tutto è interdipendente e le rotture sono distruttive, spesso sanguinose, perché non sono dipendenti dalla legge economica naturale, ma dagli interessi sovrapposti del sistema. Nel regime sovietico del periodo”sviluppato” non ti lasciavano morire di fame, ma dovevi vivere nei parametri interdipendenti obbligatori. Liberta d’esprimere il pensiero, di viaggiare fuori del paese e di vendere la propria creazione in modo libero, erano estranee all’esatta struttura totalitaria della “piramide”. Ogni proprietà con cui si riproducevano valori necessari o ricchezza per la collettività era statale, vale a dire di nessuno, vale dire stagnante. Se un “virus” penetra come una diversità, per ripristinare l’equilibrio può sanguinare tutta la piramide. La proprietà, oltre la personale necessità, era limitata o illegale. I capi–chiave nella struttura della piramide avevano più del necessario e le lotte si facevano nelle gerarchie; Il capo grosso puniva o innalzava quello piccolo in considerazioni dei suoi interessi e desideri, ma nel momento vulnerabile era mangiato o dai subordinati o dai delinquenti, che lo stesso sistema autoriproduceva.

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